22 maggio 2010

Ancora poster.....


19 maggio 2010

Nuovo poster per Eclipse

17 maggio 2010

WAKE. Cronache dell'incubo

Lisa McMann
Wake. Cronache dell'incubo

Pagine 240
Euro 12,90

In uscita il 27 maggio

E se qualcuno si impossessasse dei tuoi sogni?

Janie ha solo sedici anni ma nessuno sa che ha uno strano, inspiegabile potere: quello di entrare nei sogni degli altri. Cadere nel vuoto, fare sesso estremo, camminare nudi sotto lo sguardo indifferente di tutti: Janie ha assistito a questo e molto altro. Conosce i desideri più intimi dei vicini e dei compagni di scuola, le loro fantasie più sfrenate. Ma non può parlarne con nessuno, la prenderebbero per pazza. Fino a quando, una notte, urla e si risveglia in preda al terrore. Qualcuno ha un inquietante segreto da nascondere. E sta sognando proprio lei… Mentre il buio avvolge la realtà, Janie dovrà affrontare i suoi incubi.

Quando i sogni invadono la realtà, il risveglio può essere un INCUBO…

«Un libro che cattura il lettore con i suoi continui colpi di scena e una scrittura vivace, effervescente, incalzante. Difficile resistere.»

Publishers Weekly

«Lisa McMann vi trascinerà in un’avvincente corsa tra i misteri dell’ignoto, per lasciarvi in trepidante attesa dell’episodio successivo.»
Kirkus Reviews


16 maggio 2010

"Le avventure di Robin Hood" di J.W.McSpadden

Casa editrice: Castelvecchi
Anno 2010 - 271 pp. - 14,00 euro
Genere: Romanzo

Il 14 maggio nelle sale è arrivato l'atteso kolossal di Ridley Scott con Russel Crowe e Cate Blanchette dedicato a Robin Hood. Per prepararsi all'evento, si può passare in libreria, dove arriva "Le avventure di Robin Hood" (Castelvecchi) di Joseph Walker McSpadden. Tradotto per la prima volta in italiano (a cura di Cristiano Armati) è l'unico vero romanzo sull'eroe di Sherwood...
Com’era successo per Alice nel Paese delle Meraviglie alla vigilia dell’uscita del film Alice in Wonderland, così anche per Robin Hood è arrivato il momento di tornare à la mode. Con il film di Ridley Scott che è stato presentato al Festival di Cannes il 12 maggio, si moltiplicano i libri dedicati al fuorilegge più amato d’Inghilterra e tra le tante “biografie” questa è quella da non perdere. Perché? Perché è proprio da Le avventure di Robin Hood che il regista di Il gladiatore ha preso spunto per far diventare Russell Crowe il nuovo ladro gentiluomo del grande schermo.
Tradotto in italiano per la prima volta, il libro di J. Walker McSpadden racconta l’epopea dell’eroe della foresta di Sherwood: da quando giocava libero tra i boschi, all’uccisone dei suoi genitori, fino all’incontro con Little John e le battaglie contro lo “smilzo” sceriffo di Nottingham e il “debole” Giovanni Senza Terra, non dimenticando il matrimonio con la sempre amata Lady Marian.
Le avventure di Robin Hood procede, episodio dopo episodio, raccontando i fatti salienti della vita del principe dei ladri, proprio com’è stata tramandata nelle tante leggende e ballate che hanno fatto di Robin Hood un vero mito. Anche cinematografico.

IL LIBRO - Accadde nel cuore dell’Inghilterra, nell’impenetrabile foresta di Sherwood, che approfittando della debolezza di Giovanni Senza Terra, salito sul trono in rappresentanza del fratello Riccardo Cuor di Leone, il crudele sceriffo di Notthingham si abbandonasse a ogni sorta di malversazioni. Contro di lui, protetti dall’oscurità della boscaglia e dal sostegno della gente, combattono un pugno di uomini pronti a tutto, capitanati da un arciere infallibile e valoroso. Il suo nome è Robin Hood e, al suo fianco, oltre al fidato amico Little John, un sogno chiamato Lady Marian… il desiderio segreto di chi, quando la legge dimentica di essere al servizio della giustizia, non ha avuto paura di farsi bandito pur di lottare contro l’ordine iniquo delle cose.

L'AUTORE - Joseph Walker McSpadden (1874 – 1960) autore prolifico e amatissimo, ha legato il suo nome a molti libri di avventura ma, in modo particolare, a Le avventure di Robin Hood, unanimemente considerato il suo capolavoro.

Ecco L'INTRODUZIONE (per gentile concessione dell'editore Castelvecchi)

Chi era Robin Hood?

SCENE DI SESSO E LOTTA DI CLASSE NELLA FORESTA DI SHERWOOD

Joseph Walker McSpadden, nel 1904, licenzia il suo Le avventure di Robin Hood – ora finalmente tradotto in italiano dalla Castelvecchi – con una prefazione in grado di arrivare in pochi passaggi al cuore del problema: «Le canzoni e le leggende su Robin Hood e la sua allegra brigata di fuorilegge hanno affascinato per più di cinquecento anni lettori giovani e non», afferma l’autore, ma Robin Hood: «È esistito davvero?».
In quanto scrittore, McSpadden sa bene che, sul fronte dell’immaginario, la realtà non ha mai avuto bisogno di un certificato di esistenza in vita. E che se c’è un buon motivo per considerare «veri» tutta quella massa di documenti scritti o tramandati oralmente di volta in volta definiti come miti, leggende, favole o racconti popolari (e il discorso vale anche per i romanzi, le canzoni e le poesie), questo motivo ha a che fare con il fatto che i miti, le leggende, le favole e i racconti popolari sono efficaci come poche altre cose nel momento in cui, quella stessa realtà alla quale devono faticare per dimostrare di appartenere, si rivelano perfettamente in grado di influenzarla fortemente e addirittura di plasmarla a loro immagine e somiglianza. Basta questo per spingere McSpadden ad affermare che: «Sarebbe bello se riuscissimo a prescindere dalla realtà storica e a credere agli eroi leggendari col cuore». Come dargli torto? Parlando di Robin Hood, una complessa ragnatela di significati ha incarnato nella figura mitologica del «ladro che ruba ai ricchi per dare ai poveri» i valori della libertà, dell’amicizia, del coraggio e della lealtà: simboli che nessuna rigorosa indagine filologica è in grado di interpretare nel momento in cui, come fa l’Oxford Dictionary of National Biography, si prende la briga di dedicare una sua intera voce a un personaggio – caso unico – soltanto per dimostrare la sua mancata esistenza…

In effetti, dopo gli anni d’oro compresi tra il Quindicesimo e il Diciannovesimo secolo, quando generazioni di studiosi si adoperarono in tutti modi, dando per scontata la veridicità di Robin Hood, a trovare per il «Principe dei ladri» una data di nascita certa e una genealogia inoppugnabile, i ricercatori contemporanei hanno riconsiderato tutto il materiale giunto fino a noi, bollando le conclusioni precedenti come assolutamente inaffidabili, decisamente fantasiose e oltremodo carenti. In una parola: false. Robin Hood, insomma, non è mai esistito. E pazienza se al di là delle ballate che lo vedevano protagonista – un certo Robin, in compagnia di Little John, fa la sua comparsa già nel 1420 nella cronaca in versi della Scozia pubblicata da Andrew de Wyntoun, né, stando agli scienziati della letteratura, si può dar credito allo Scotichronicon di John Fordune e Walter Bower, compilato tra il 1420 e il 1450, o alla History of Greater Britain di John Major (1521), visto che questi due ultimi scrittori sono convinti di aver avvistato lo stesso Robin Hood rispettivamente: intorno al 1266, tra i sostenitori di Simone V di Montfort detto «il Vecchio», conte di Leicester e animatore di una rivolta contro Enrico III destinata a concludersi con la sua morte; e nel biennio 1193-94, quando Riccardo I d’Inghilterra, «Cuor di leone», si trovava prigioniero in Germania dopo aver combattuto in Terra Santa.

13 maggio 2010

Perchè oggi mi sento country......

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