2 settembre 2010

Recensione: Legacy

Legacy
di Cayla Kluver

Ieri ho terminato la lettura di questo libro. Una lettura carina, senza troppe pretese.
E' la storia di Alera futura regina di  Hytanica, un regno da sempre in guerra con quello di Cokyri. Il re, padre della giovane principessa, la vorrebbe in sposa a Steldor, affascinanate figlio del Capitano della Guardie, ammirato da tutte le ragazze del regno, ma non da Alera. Un giorno, però, tutto cambia: a Hytanica arriva Narian, un giovane dal passato misterioso cresciuto proprio a Cokyri, e tra i due nasce piano piano un tenero sentimento. La principessa si troverà presto a dover fare una scelta tra il ruolo che la ragione di stato le impone e ciò che il suo cuore desidera.
La storia è semplice, leggera e delicata. La lettura è molto scorrevole e ci si immerge con facilità nelle atmosfere medievali, tra la vita nel castello, le feste e le escursioni notturne nella foresta (anche se personalmente ho trovato un pò pesanti le continue descrizioni degli abiti dei protagonisti).
Molto dolce la storia d'amore tra Alera e Narian, due adolescenti al primo amore, che cercano di vivere il loro sogno a dispetto della guerra e della ragione di stato. Il finale è stata una sorpresa e mi ha lasciata decisamente perplessa; bisogna considerare, comunque, che questo è solo il primo libro di una serie e quindi dovremo aspettare per scoprire cosa accadrà ai nostri due protagonisti.
In definitiva, un romanzo "semplice", lieve e romantico, con atmosfere fantasy e un sapore malinconico. Ovviamente traspare la giovane età dell'autrice, ma resta comunque una lettura molto piacevole.

Voto: ****

1 settembre 2010

Da non perdere: L'OTTOCENTO ELEGANTE

ROVIGO - DAL 29 GENNAIO 2011 AL 12 GIUGNO 2011


È un Ottocento elegante e folcloristico quello che proporrà la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno 2011 a Palazzo Roverella, a Rovigo. la mostra “L'Ottocento elegante - Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860 – 1890”, è stata presentata ieri, mercoledì 14 luglio, nella sede di Rovigo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. A raccontare motivi e obiettivi della rassegna sono stati Francesca Cagianelli e Dario Mattoni, curatori dell'esposizione, assieme ad Antonio Finotti. presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, a Fausto Merchiori, sindaco di Rovigo, a Luigi Costato, presidente dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, ed aTiziana Virgili. presidente della Provincia di Rovigo.
L'Ottocento vitale ed elegante dei grandi salotti à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti. E, al medesimo tempo, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli. Poi l'Ottocento dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi d'Oriente. Una mostra positiva e serena quella con cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune di Rovigo, l'Accademia dei Concordi riprendono il filone classico nella programmazione espositiva del Palazzo: quello della pittura in Italia a cavallo tra gli ultimi due secoli.

L'attenzione di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli, che della mostra sono i curatori, si è appuntata sul trentennio 1860 - 1890. Tre decenni di grandi speranze, di euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall'unificazione del Regno d'Italia.
Certo fu un periodo di luci e ombre e questa mostra sceglie, non per intento celebrativo e tanto meno per scelta di occultare altre realtà, di mettere in evidenza le prime più che le seconde. A voler dar conto di una vitalità e di un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia successiva dell'arte in Italia.

Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano Fortuny, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore, il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa cromia, tele di virtuosistica elaborazione. Sensazioni che nelle diverse scuole del Paese assumono peculiarità diversissime: dal gusto quasi calligrafico di alcuni, alla luminosità - il cosiddetto "Impero del bianco" - in altri, al colorismo di tradizione settecentesca per altri ancora.

Così come diverse sono le "storie": dalla celebrazione delle vicende patrie, a cronache sociali, talvolta intrise di religiosità, ma soprattutto racconto partecipe di una borghesia che stava ridefinendo il suo ruolo nel nuovo Stato unitario.

E' evidente il meccanismo di rispecchiamento che coinvolge questa borghesia e che potrà offrire una solida base di un successo a tale pittura giunta senza flessioni fino agli anni '80: «Le signore e i signori alla moda, i borghesi ricchi» scriveva nel 1877 il pittore e critico pugliese Francesco Netti «ritrovavan se stessi in quelle opere. Vedevan le stesse stoffe che avevano addosso, i tappeti che avevano a casa, il lusso nel quale vivevano, e poi scarpe di raso, mani bianche, braccia nude, piccoli piedi, teste graziose. Quelle figure dipinte stavano in ozio tali e quali come loro. Al più guardavano un oggetto, o si soffiavano con un ventaglio. Le più occupate facevano un po' di musica o leggevano un romanzo. Era il loro ritratto anzi la loro apoteosi. E si faceva a gara per averle».

Matitando...



Ecco il mio ultimo ritratto..... Jennifer Garner.





27 agosto 2010

Anteprime: La notte ha cambiato rumore

Titolo: La notte ha cambiato rumore
Titolo originale: El tiempo entre costuras
Genere: Narrativa Straniera
Autore: María Dueñas
Traduzione: Federica Niola
Editore: Mondadori
Anno di Pubblicazione: 14 settembre 2010
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Informazioni: pg. 664

Pubblicato nel giugno del 2009 dalla Temas de Hoy con il titolo di ‘El tiempo entre costuras’, il romanzo d’esordio di Marìa Dueñas a poco più di un anno dall’uscita è ancora ai primi posti nelle classifiche librarie spagnole con oltre cinquecentomila copie vendute, proponendosi come un vero e proprio caso editoriale che sta travalicando i Pirenei per espandersi in tutta Europa. Un successo che grazie alla traduzione di Federica Niola, arriverà nelle librerie italiane per i tipi Mondadori nel mese di settembre con il titolo di ‘La notte ha cambiato rumore’.
Sembra quasi banale dirlo, ma è un romanzo come quelli di una volta, oltre seicento pagine che ti prendono dall’inizio alla fine coinvolgendoti nella storia. La storia di Sira Quiroga, una giovane sarta nella Madrid del 1935, ma non solo, è anche e soprattutto una storia d’amore, un romanzo che intreccia cospirazioni storiche e politiche, spionaggio, identità mascherate e colpi di scena inattesi.

IL LIBRO
Il filo conduttore della trama è di pura fantasia, ma l’ambientazione storica e alcuni dei personaggi che si muovono all’interno del romanzo, sono frutto delle ricerche effettuate dall’autrice che si è servita di memorie, biografie, opere storiche e articoli accademici per la ricostruzione del tessuto storico e la ricreazione di alcuni dei personaggi veramente vissuti all’epoca dei fatti narrati.
Poco prima dello scoppio della guerra civile, la giovane Sira Quiroga fugge dalla Spagna e viene trascinata a Tangeri da un amore travolgente verso un uomo che conosce a malapena. Verrà presto abbandonata e si ritroverà sola, disorientata e piena di debiti in una città esotica e vibrante, dove tutto può succedere.
E succederà che Sira si trasferirà a Tetuan, capitale del protettorato spagnolo in Marocco, e spinta dalla necessità di sopravvivere riuscirà ad aprire, con l’aiuto di qualche oscuro personaggio del posto, un laboratorio di alta moda che diventerà ben presto il punto di riferimento per le donne residenti nel protettorato.
Con la guerra civile di Spagna appena conclusa e gli echi della guerra europea in lontananza, il destino di Sira si lega a un gruppo di personaggi carismatici, Rosalinda Fox, Juan Luis Beigbeder, Alan Hillgarth, che non si faranno scrupoli a spingerla sotto falsa identità in un’avventura molto più pericolosa di quanto lei stessa possa immaginare, trovandosi ben presto da semplice sarta fuggita da Madrid a spia internazionale in missione pericolosa.

Peter Jackson torna a The Hobbit

Il regista de Il Signore degli Anelli è in procinto di avventurarsi nuovamente nella terra di mezzo e dirigere il prequel alla trilogia.
 
Peter Jackson torna a parlare di The Hobbit. Empire riporta le parole del regista di Il Signore degli Anelli, secondo il quale la Warner sarebbe a un passo da risolvere i problemi legali con Mgm che tengono bloccata la produzione del film. Risolti il posto da regista verrebbe occupato proprio da Jackson. Il suo nome era già stato dato per sicuro dopo il successo planetario della trilogia tolkeniana, ma i vari problemi legali lo avevano convinto a dedicarsi ad altri progetti, lasciando il posto a Guillermo del Toro. Ora però è il turno del regista messicano di dedicarsi a progetti più personali, lasciando nuovamente libera la poltrona da regista.

Peter Jackson ha spiegato che la Warner sta "facendo enormi progressi nel risolvere la questione con la Mgm" e che le date per la produzione de Lo Hobbit dovrebbero venire rese note molto presto. Una volta fissato questo progetto Jackson ha già intenzione di schedulare il suo lavoro per i prossimi cinque anni. Dopo aver portato sullo schermo il primo romanzo di Tolkien, Jackson potrebbe infatti dirigere il sicuro sequel di Tin Tin (in autunno dovrebbe uscire il film di Steven Spielberg tratto dal fumetto di Herge) e quindi dedicarsi a un remake di Gallipoli - Gli anni spezzati, il film di Peter Weir del 1981 con Mel Gibson e che racconta la Prima Guerra Mondiale dal punto di vista delle truppe australiane e neozelandesi.

The Hobbit è il romanzo nel quale vengono delineati i personaggi e l'ambientazione de Il Signore degli Anelli. Scritto anni prima rispetto alla trilogia, il libro di Tolkien racconta dell'amicizia tra Gandalf e Bilbo Baggins e di come quest'ultimo entra in possesso dell'Anello del potere.


 
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