11 febbraio 2011
Dreaming England...
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England
8 febbraio 2011
I manoscritti di Jane
Una pagina di Sandition.
Una pagina di Persuasion.
Un brano da una lettera di Jane
‘The History of England ... By a partial, prejudiced, & ignorant Historian’
con illustrazioni della sorella Cassandra.
"Un editor per Jane Austen.
Secondo un’esperta, la professoressa Kathryn Sutherland, insegnante di letteratura all’Università di Oxford, che ha esaminato 1100 pagine originali non pubblicate di Jane Austen, le sue opere sono state sicuramente sottoposte a editing, per correggere gli errori di ortografia e grammatica.
È invece consuetudine comune accettare ciò che il fratello della scrittrice disse nel 1818, e cioè che la Austen fosse una perfetta maestra nella scrittura, padrona di frasi ed espressioni e dalla calcolata punteggiatura. E oggi si mantiene ancora questo punto di vista. Ma leggendo i manoscritti tutta questa precisione viene meno.
Dai manoscritti sono emerse cancellature, confusioni, difetti, regole grammaticali infrante, sostiene la Sutherland. E continua dicendo che la punteggiatura pulita e il suo stile epigrammatico, caratteristici dei suoi romanzi, nei manoscritti sono assenti, segno che qualcun altro è stato coinvolto nel suo lavoro.
E sembra che queste correzioni siano state eseguite dal suo editor e talent scout William Gifford, a quanto è stato dedotto dalle lettere scritte fra Gifford e l’editore John Murray II."
Beh.... e allora? Jane Austen era umana, non una perfetta ed infallibile scrittrice. Questo non toglie niente ai suoi capolavori. Cosa sarà mai qualche errore di grammatica in confronto alle emozioni che sa suscitare?? :-)
Lo studio condotto dalla Sutherland fa parte di un interessante progetto che prevede la creazione di un archivio online dei manoscritti della scrittrice. L’archivio è visitabile al sito http://www.janeausten.ac.uk/.
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J.Austen
Figurini del 1800
Ho trovato una collezione di fantastici figurini di moda pubblicati tra il 1800 e il 1830, sulle principali riviste femminili dell'epoca, come Ackermann's Repository o Journal des dames.
4 febbraio 2011
Moda maschile nell’800
La moda ottocentesca è l’espressione del ceto borghese che dopo la rivoluzione francese conquistò il potere politico ed economico in Europa. Soprattutto l’abbigliamento maschile registrò un significativo e radicale mutamento, quasi una svolta epocale. Un look austero e rigoroso, con tagli semplificati, tessuti di panno robusto al posto della seta, e decorazioni ridotte al minimo, sostituì il frivolo abbigliamento barocco; in tal modo si volevano esprimere la serietà del mondo del lavoro, in contrapposizione all’ozio dell’oziosa aristocrazia, la praticità, la prudenza, il risparmio, l’ordine, tutti ideali saldamente ancorati nel mondo borghese Questo costume severo trovò la sua ispirazione in quello dei Puritani e dei Quaccheri. Il nuovo stile dell’abito maschile ebbe una patria: l’Inghilterra, che propose un’eleganza più pratica e civile, influenzata dai modi informali, dalla passione per lo sport e la vita all’aria aperta del gentiluomo inglese.Due furono gli abiti informali introdotti: il frac, dapprima adottato per andare a caccia e per la vita in campagna, con falde molto arretrate e colletto alto, poi portato di sera, per le occasioni eleganti. Oltre al frac fu creata la redingote, all’inizio una giacca usata per l’equitazione, la “riding coat”, ossia una lunga giubba a due falde e aperta sul dietro, che permetteva di stare comodamente in sella. Abbandonata la destinazione sportiva si trasformò in abito da città e da lavoro fino a prendere il significativo nome, dopo la metà del secolo, di finanziera.
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