25 agosto 2012

L'imperatrice creola #1


Josephine Tasher de la Pagerie, nata nell'isola francese dela Martinica, fu, tra la fine del Settecento e l'inizio del secolo successivo, una delle donne più belle e invidiate d'Europa.



Giuseppina nacque il 23 giugno 1763 in una piantagione (Le Sanois) vicino al borgo dei Trois—Ilets nell’isola della Martinica, un’isola dal clima meraviglioso e dalla vegetazione lussureggiante, estesa mille chilometri quadrati (cinque volte l’Elba), situata sopra l’equatore nel gruppo delle Isole Sopravvento delle Piccole Antille nel Mare dei Caraibi, scoperta nel 1502 da Colombo nel corso del suo quarto ed ultimo viaggio. 
Il padre di Giuseppina si chiamava Joseph-Gaspard Tascher de la Pagerie, era tenente dell’artiglieria costiera e figlio di Gaspard- Joseph che era di antica e squattrinata nobiltà orleanese, giunto nell’isola già nel 1726. La madre si chiamava Rose-Claire des Vergers de Sanois - proprietaria della piantagione - la quale si era unita in matrimonio il 9 novembre 1761 con Joseph - Gaspard portando una dote di diciottomila lire in contanti, la piantagione e rendite future. 


Giuseppina fu la prima delle loro tre figlie e aveva i nomi di Marie-Joseph-Rose, ma fu chiamata Joséphine e familiarmente “Yeyette” (corruzione di Rosette). Le altre due figlie furono Catherine-Desirée e Marie-Francoise. Prima della nascita di Giuseppina, il 13 maggio 1757 era sbarcato alla Martinica il cavaliere Francois de Beauharnais, comandante di squadra della marina francese e orleanese come il padre di Giuseppina. Fu nominato governatore e luogotenente generale delle varie isole della zona, tra le quali la Martinica. Le due famiglie - quella del governatore e quella originaria di Giuseppina -si frequentarono e una delle sorelle del padre di Giuseppina, Marie-Euphémie-Desirée, all’età di diciotto anni divenne dama di compagnia della moglie del governatore ed amante di costui, il quale dopo la conquista da parte di una squadra navale inglese dell’isola di Guadalupa nel marzo 1759, fu rimpatriato e sostituito nel comando. 
Tornato in Francia nell’aprile del 1761, egli si divise dalla moglie e sposò dopo vari anni, nel 1796, l’amante, zia di Giuseppina. Ottenne peraltro una pensione dal re e il titolo di marchese di La Ferté-Beauhamais. 
Giuseppina era una creola perché nata in colonia da genitori europei. Da notare che dapprima il termine fu riferito ai nati da genitori europei nelle colonie spagnole e portoghesi, poi anche in quelle di altri stati. La voce “creolo”(criollo), di derivazione spagnola, significò all’origine un “pollo nato in casa”. Fu poi chiamato creolo negro o creolo di colore in alcune regioni dell’America centromeridionale e delle Antille il meticcio nato da padre bianco e da madre india o negro-americana. 
Il conte di Montgaillard, ufficiale della guarnigione alla Martinica, che conobbe Giuseppina quando costei aveva 14 anni, disse che “possedeva in alto grado quei vantaggi esteriori e quelle arti di riuscir gradita che cattivano gli omaggi, che seducono gli animi e fanno vacillare i cuori; la natura l’aveva dotata di molte attrattive. Senza essere bella e neppure graziosa, si faceva notare per un fascino, un’espressione del volto da cui era difficile difendersi.Vi era voluttà e grazia indefinibile nel suo sguardo, che carezzava, giungeva all’anima, soprattutto parlava ai sensi. La sua figura era quella delle ninfe; tutta la persona portava l’impronta della vivacità, della mollezza, dell’abbandono che solo le creole sanno unire nel passo, nei modi, nel tono della voce, fino nei silenzi. Giuseppina era per natura buona, stordita, sconsiderata, di una civetteria sorprendente, di una leggerezza di gusti e di sentimenti che non sopportava contraddizioni”. 
Francois de Beauhamais ebbe due figli, Francois e Alessandro. Il primo ebbe il titolo di marchese trasmessogli dal padre. Alessandro assunse il titolo nobiliare di “visconte” anche se non spettategli perché era un semplice cavaliere. 



Per accordi tra le famiglie, Alessandro e Giuseppina si sposarono il 13 dicembre 1779 in Francia a Noisy-le-Grande. Giuseppina era giunta dalla Martinica in Francia, a Brest, il 12 ottobre 1779. Alessandro avrebbe dovuto sposare Catherine Desirée, sorella di Giuseppina, ma ella mori di febbre. La minore delle tre, Marie-Francoise, rifiutò le nozze e pertanto unica candidata rimase Giuseppina, la maggiore. Quando si unirono in matrimonio, Alessandro aveva diciannove anni e Giuseppina sedici. Giuseppina divenne così la “viscontessa di Beauhamais”. Ebbero due figli, Eugenio ed Ortensia, ma il loro non fu un matrimonio felice. Eugenio fu un brillante e valoroso ufficiale e divenne poi, per nomina di Napoleone, Viceré d’Italia. Ortensia fu una donna amabile, dolce e anche bella. Fu la madre di Napoleone III. Nelle sue memorie narrò che una vecchia negra aveva predetto alla madre Giuseppina, prima delle nozze di costei con Alessandro de Beauhamais, che avrebbe avuto un destino straordinario con due matrimoni fuori dalla colonia, che il secondo marito l’avrebbe portata tanto in alto che sarebbe divenuta più che regina ma che avrebbe dovuto temere un prete il quale avrebbe cercato di perderla. Il prete fu ravvisato poi in Talleyrand.

  I figli di Giuseppina e Alessandro

Alessandro, dopo un breve periodo, trascurò la moglie frequentando la bella società senza di lei. Era un gran ballerino. Tornò poi nel mar dei Caraibi senza Giuseppina - però insieme con Laure de Girardin vedova Longpré che era stata sua amante - imbarcandosi su La Venus per cercare gloria militare nella guerra d’America, ma non ebbe fortuna. 
Alessandro e Giuseppina si separarono il 4 marzo 1785. Giuseppina intanto si era ritirata per quindici mesi nel convento di Pentemont a Parigi e poi, dopo la separazione, tornò alla Martinica con la figlia Ortensia nel giugno 1788
Dopo un anno sopravvenne la Rivoluzione in Francia che ebbe contraccolpi l’anno seguente anche nelle isole dei Caraibi. 
Vi fu una rivolta e Giuseppina fuggì su di una fregata - La Sensible - alla volta della Francia. Il viaggio fu avventuroso perché la nave si arenò in Africa e Giuseppina poté raggiungere Tolone il 29 ottobre 1790. 
Nel frattempo Alessandro era tornato in Francia. Egli e il fratello maggiore Francois erano stati eletti a rappresentare la nobiltà agli Stati Generali del 1789, Francois a Parigi e Alessandro a Blois. Alessandro fu uno dei 47 membri della nobiltà che nella seduta del giuramento della Pallacorda avevano votato l’unione con il terzo stato (20 giugno ‘1789) e il 4 agosto 1789 uno di quelli che votarono la rinuncia ai diritti feudali. Al momento dell’arresto del re Luigi XVI a Varennes (giugno 1791), Alessandro era presidente dell’Assemblea Costituente. Poiché la rielezione dei suoi membri era vietata dalla stessa Costituente, Alessandro tornò alle armi, da dove si era allontanato. Fece una rapida carriera, divenendo definitivamente generale il 30 maggio 1793. Rifiutò la carica di ministro della guerra un mese dopo. Fu la sua rovina. Infatti, incaricato dalla Convenzione di sbloccare Magonza assediata, non riuscì a giungere in tempo per rompere l’assedio : il 28 luglio 1793 Magonza si era arresa alle truppe prussiane. 
Alessandro presentò le sue dimissioni, ma arrestato con ordine del 12 ventoso (2 marzo) 1794, venne giudicato colpevole il 4 termidoro dello stesso anno (22 luglio) e ghigliottinato sulla Place du Trone renversé il giorno dopo. 


Nel frattempo Giuseppina era rinchiusa nel carcere dei Carmini ove seppe della morte del marito il 27 luglio. Fu liberata il 6 agosto 1794 per interessamento del generale Lazare Louis Hoch, liberato due giorni prima, da lei conosciuto in carcere e del quale - si dice - era stata amante.
Sfuggita alla ghigliottina anche per la caduta di Robespierre, ormai nota nei circoli mondani di Parigi, Giuseppina sotto il Direttorio giunse alla pienezza della sua fama di donna galante e tra i suoi amanti di quegli anni potè annoverare anche Barras che si rivelò fondamentale per il suo destino....

2 commenti:

Camilla P. ha detto...

Mi piacciono moltissimo questi tuoi post storici, li leggo sempre con molto interesse :)

Estel ha detto...

Grazie Camilla! :)

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