24 agosto 2012

Ludwig, il principe triste delle favole



E' il più famoso sovrano bavarese, il re del decadentismo e delle favole, il più amato e controverso figlio della Baviera. Ludwig II di Baviera nasce il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg e, dopo un'adolescenza trascorsa spesso lontano da Monaco nella residenza estiva di Hohenschwangau, sale al trono appena diciottenne nel 1864. E' uno dei rampolli più in vista delle corti europee: bello, alto un metro e novantuno, slanciato e con due occhi di un azzurro cupo che incantavano tutti. 


Guadagnò fin dalla prima infanzia l'affetto e l'ammirazione dei propri futuri sudditi, grazie anche alla propria naturale bellezza e al portamento fiero e regale. La rigida educazione e la ingessata vita di corte tuttavia mal si confacevano al carattere del principe, complesso e coloratissimo, immaginativo e introverso, sognante e autocratico. I genitori ed in particolare la madre, una Hohenzollern, costituivano figure distanti e fredde, maggiormente preoccupate per l'etichetta del futuro sovrano piuttosto che per la sua felicità, e questa carenza di affetto ebbe gravi ripercussioni sull'indole chiusa, spesso scontrosa di Ludwig. Nei ritagli di tempo che i durissimi studi gli concedevano, il principe si rifugiava nel mondo di sogno delle leggende nordiche, nei libri di storia medievale e nelle saghe eroiche, placando la propria sete di fantastico, di ideali perduti e di nobili gesta cavalleresche, mentre passeggiava o cavalcava presso il castello di famiglia di Hohenschwangau.


Ancora ragazzino, ebbe modo di ascoltare e assistere al Tannhauser di Richard Wagner, il compositore che avrebbe cambiato la sua vita in modo radicale. I temi delle opere di Wagner, ispirate all'amore cavalleresco, alla purezza eroica e alla nobiltà d'animo avrebbero in seguito sconvolto l'animo sensibilissimo di Ludwig, amplificando oltremodo il suo sentire romantico e rendendolo quasi folle per il sentimento. Alla morte del padre nel 1864, Ludwig fu incoronato re di Baviera, acclamato e adorato dai propri sudditi che vedevano nel bellissimo giovane, nella sua elegante uniforme, un sovrano ideale. Non potevano sapere che il promettente Ludwig avrebbe presto mostrato gravissime mancanze nel proprio mestiere di regnante, allontanandosi spesso dai propri doveri e dalle proprie responsabilità e fuggendo, a volte letteralmente, dal proprio trono, per rifugiarsi nei luoghi sicuri della propria fantasia, luoghi a cui avrebbe poi dato forma e corpo, con la costruzione di favolosi castelli, grotte artificiali e giardini esotici.

Foto ufficiale del fidanzamento di Ludwig
con la principessa Sophie (1867)

Nel 1867 si ufficializza il fidanzamento del sovrano con la principessa Sophie in Bayern, sua cugina nonchè sorella di Sissi, ma il matrimonio, programmato per il 25 agosto dello stesso anno (poi rimandato a ottobre ed infine al 28 novembre), non c'è mai stato... Perchè?
Nel libro su Ludwig II "Das verlorene Paradies Ludwigs II." sono pubblicate 27 lettere"segrete", sinora sconosciute in quanto avrebbero dovuto, per ordine del re, essere bruciate dal destinatario dopo averle lette. Il destinatario di queste lettere "intime" era Karl Hesselschwerdt, il quartiermastro delle scuderie reali. 

Queste missive, spuntate misteriosamente in un'asta a Monaco di Baviera nel 1999, sono state acquistate per circa 90.000 euro da Robert Holzschuh, un collezionista di Aschaffenburg nonché autore del libro. Si suppone che questi documenti siano stati presi in consegna dal conte di Holnstein nella sua funzione di tutore del re e da lui segretamente conservati sino alla sua morte avvenuta nel 1895. 
Ed ora, a più di cent'anni di distanza, queste lettere vengono improvvisamente alla luce del sole, vendute da qualcuno che forse le ottenne in successione, ma che ha voluto mantenere il più assoluto anonimato.
Queste 27 lettere ricche di particolari scabrosi sono state giudicate autentiche dai periti calligrafici della casa d’aste mentre i Guglmänner, antica associazione di "fanatici" devoti al re di Baviera, hanno dichiarato con rabbia e sdegno che si tratta di falsi clamorosi. 
Il "caro Karl", come lo chiamava familiarmente Ludwig, si conquistò l'amicizia del re e la sua totale fiducia tanto da diventare il suo unico intermediario per le questioni relative alla ricerca di fondi per la costruzione dei castelli e per il reperimento di giovani di bell'aspetto per soddisfare le propensioni omosessuali di Ludwig, sempre più impellenti e difficili da combattere perchè in conflitto con la sua profonda religiosità. Nessun altro dell'entourage reale, all'infuori di Karl, raggiunse mai questo livello di complicità con il sovrano.


Nel giugno 1881 il re di Baviera fece una crociera sul lago di Lucerna con l'attore di origine ungherese Joseph Kainz di cui si era invaghito. Dopo l'incontro, che si concluse con questa foto ricordo, la carriera del giovane attore divenne sempre più fulgida. Nella versione originale della foto Kainz appoggia la mano sulla spalla di Ludwig: era impensabile una simile confidenza con un sovrano e così la mano venne fatta sparire...

Quando, nel 1863, la crisi dei ducati dello Schleswig-Holstein, contesi fra Danimarca e Confederazione germanica, si trasformò in vera e propria guerra, Ludwig mostrò scarso interesse, anzi noia per la volgare faccenda. Wagner divenne presto il primo interesse del sovrano, il quale amava Lohengrin più delle questioni politiche e nutriva per il compositore una vera e propria adorazione mistica. L'imponente carteggio fra i due e' noto, ed altrettanto nota e' la quantità di denaro che Ludwig (che era divenuto suo mecenate) spese per il mantenimento del capriccioso musicista, la cui persona fu ben presto avversata dai cittadini di Monaco, dal Parlamento e dal gabinetto del re, al punto da costringerlo ad un forzato esilio, lontano dal suo "diletto", "divino", "grazioso" dispensatore di fortune .

Ormai il re era sprofondato in una buia depressione dovuta allo sconfortante mondo moderno, che gli offriva visioni di guerre avide e disonorevoli, di burocrati grigiastri che lo circondavano con i loro incartamenti, di uomini rozzi e insensibili alla musica divina di Wagner. I bavaresi, seppur fedeli alla corona, cominciavano a nutrire un certo sospetto per le capacità del sovrano, e le voci delle sue stravaganti abitudini, quale quella, celebre, delle corse in carrozza in piena notte, cominciavano a serpeggiare nelle taverne della capitale.


Nel luglio del 1870 le tensioni fra Francia e Prussia, originate dalla questione del vacante trono di Spagna, crebbero fino a giungere al punto di rottura. Scoppiata la guerra, la Baviera fu costretta ad affiancare la Prussia, a cui era legata dall'alleanza stilata dopo la guerra delle Sette Settimane. Al solito, Ludwig mostrò insofferenza per le questioni belliche, e rifiutò il comando dell'esercito. 
Ludwig passò il resto della sua vita sfuggendo ai propri incarichi di sovrano, nutrendo amicizie fortissime per chi pensava potesse comprendere i suoi sentimenti: ora un ufficiale, ora un attore teatrale, ora un servitore; ma all'improvviso cambiava d'umore, non voleva più vedere nessuno, l'amico amato il giorno prima ora era un rozzo, un insensibile e andava abbandonato. Aveva un animo fragile, era bisognoso di attenzioni e di affetto, ma la sua perenne insoddisfazione e la sensazione di abbandono lo portarono a odiare gli altri. Col passare degli anni e delle delusioni, il suo sembiante aveva perso la bellezza giovanile, era ingrassato molto e la dentatura perfetta si era guastata. 

Il decadimento fisico
Nella propria solitudine, progettava costruzioni da favola, i luoghi dei propri sogni in cui voleva vivere, lontano dalla squallida realtà. Questi luoghi fantastici presero presto forma: nella valle dove già si ergeva Hohenschwangau fu costruito Neuschwanstein, immenso, quasi surreale con le sue alte torri e la struttura imponente. Seguì la costruzione della villa rococò di Linderhof, nei cui giardini fece scavare una grotta artificiale per rappresentare la Grotta di Venere del Tannhauser e un chiosco moresco con la cupola d'oro. Infine, venne alla luce lo sbalorditivo palazzo di Herrenchiemsee, una copia della reggia di Versailles, che gli ricordava gli splendori e il fasto del tempo del Re Sole. I progetti prosciugarono letteralmente le finanze del sovrano, che dovette indebitarsi grandemente. Nonostante questo, la mente di Ludwig, un caleidoscopio di colori e forme che gli venivano da epoche ideali ormai scomparse, seguitava a progettare palazzi fantastici. 
Nell'estate del 1886 il re fu dichiarato pazzo e fu prelevato da una delegazione governativa nel suo castello di sogno di Neuschwanstein. Ludwig, spogliato della propria sovranità da un manipolo composto proprio da quegli omuncoli grigiastri che tanto aveva odiato, si lasciò condurre, dopo un tentativo di fuga, al proprio castello di Berg presso il lago di Starnberg, luogo che era stato designato per la sua prigionia. Le finestre della residenza erano state sbarrate e la persona del re era seguita da infermieri e un dottore.
Il 13 giugno 1886, domenica di Pentecoste, Ludwig esprime il desiderio di fare una passeggiata ed il dottor Gudden, suo medico curante, lo accontenta e, vista la tranquillità che traspare dal comportamento del sovrano, non richiede nessun infermiere al loro seguito. Non essendo ancora ritornati alle 20 scatta l'allarme e, dopo una lunga perlustrazione, prima nel parco e poi sulle sponde del lago, alcuni minuti dopo le 23 i corpi senza vita del re e del suo medico vengono ritrovati in acqua. Il mistero della morte rimane tuttora: malore? omicidio? suicidio? La Canzone di Ludwig, nata dai barcaioli di Starnberg, recita: "E assassini misteriosi, il cui nome non si sa, lo gettarono nel lago, assalendolo alle spalle".

Nel punto preciso del lago dove è stato rinvenuto il corpo senza vita del Re è stata posta all'inizio del '900 da suo cugino Ludwig III, l'ultimo re di Baviera, una croce in legno a perenne ricordo del triste evento.
Ludwig disse negli ultimi anni di vita: "Voglio rimanere un eterno enigma, per me stesso e per gli altri". C'è riuscito!


La mappa riportata in figura è stata eseguita il 15 giugno 1886 dal tecnico distrettuale Franz Xavier Härtinger su incarico e a supporto della Commissione di Monaco.

I castelli da favola di Ludwig


Nel corso del suo regno, Ludwig II ha fatto costruire tre castelli, specchio della sua personalità e delle sue passioni storiche, artistiche e musicali. Tra i monumenti più visitati della Germania, i castelli di Neuschwanstein, Linderhof ed Herrenchiemsee sono un inno alle antiche leggende germaniche, musicate da Wagner, e all'epoca d'oro dell'assolutismo e della Francia di Luigi XIV, il Re Sole. Ogni anno più di 2 milioni di persone da tutto il mondo accorrono a visitarli.


Il castello di Neuschwanstein

Il castello di Neuschwanstein è uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. E' il castello delle favole per eccellenza, fatto costruire dal "re delle favole" Ludwig II (1845-1886) a partire dal 1869 su progetto dello scenografo Christian Jank. L'idea di edificarlo sullo stile delle antiche residenze feudali tedesche venne al monarca dopo essere rimasto quasi folgorato da una visita nel 1867 alla fortezza medievale di Wartburg in Turingia. 








Il castello di Linderhof

La storia del castello di Linderhof - il nome deriva da un possente tiglio, Linde in tedesco, che da secoli si trova nel parco - risale al Quattrocento, periodo in cui si segnala la presenza nella vallata del Graswang, nel sud della Baviera e quasi al confine con l'Austria, di un podere di proprietà della vicina abbazia benedettina di Ettal. Re Massimiliano II lo trasformò nell'Ottocento in un padiglione di caccia e nel 1869 il figlio Ludwig II acquistò il terreno circostante con l'intenzione di costruire una "villa reale". 
Il progetto di Ludwig non prevedeva la realizzazione di un palazzo sontuoso e di rappresentanza ma bensì di un rifugio per se stesso ispirato al Petit Trianon di Versailles, a sua volta rifugio e luogo destinato agli svaghi della regina Maria Antonietta. Approvati i progetti dell'architetto Georg Dollmann, che in seguito costruirà anche Herrenchiemsee, iniziarono subito i lavori che terminarono nel 1879.








Il castello di Herrenchiemsee


Herrenchiemsee è stato costruito da re Ludwig II a partire dal 21 maggio 1878 in una posizione splendida: il castello sorge infatti in un'isola del lago Chiemsee, la Herreninsel, ed è raggiungibile con un traghetto che parte dal paese di Prien. La Herreninsel, l'Isola degli uomini, è così chiamata perché ospitava un convento dei Canonici Agostiniani e si contrappone alla vicina Fraueninsel, l'Isola delle donne, che ospita tuttora una comunità di Monache Benedettine.
La facciata è una copia esatta di quella di Versailles: Herrenchiemsee si presenta come un inno alla potenza ed alla gloria del Re Sole, Luigi XIV di Francia, e Ludwig, da sempre profondo ammiratore di questa mitica figura storica, decise di erigere un castello che fosse l'esatta copia dell'originale francese.






Il castello di Hohenschwangau

Hohenschwangau, situato nel sud della Baviera quasi al confine con l'Austria, non è propriamente uno dei "castelli di Ludwig" perchè non venne costruito da Ludwig II (1845-1886) ma moralmente lo è visto il determinante ruolo che ha avuto nella vita del sovrano bavarese, che qui trascorse buona parte della giovinezza e sempre qui ospitò l'amico Richard Wagner. E' molto probabile che l'atmosfera romantica di Hohenschwangau abbia influenzato in modo determinante il carattere sensibile e sognatore del sovrano. 









Ludwig e Sissi

Una delle persone che ha rivestito un ruolo centrale nella vita di Ludwig II di Baviera è stata sicuramente la cugina Elisabetta, appartenente al ramo ducale della Casa di Baviera e futura imperatrice d'Austria. Tra i due c'erano otto anni di differenza e questo non facilitò i rapporti durante l'adolescenza: quando Sissi lasciò Monaco nel 1854 aveva sedici anni mentre Ludwig appena otto.

Col passare degli anni e soprattutto dopo la salita di Ludwig al trono di Baviera (1864), il rapporto tra i due si intensificò molto. Lo storico Franz Herre scrive a proposito che "egli si sentiva come il paggio della dama, o, alla Mozart, come il Cherubino della Contessa. Le loro anime avevano un'analoga intonazione: per molti contemporanei, un'intonazione sconveniente. Entrambi, infatti, si rifiutavano di sottomettersi agli obblighi che la loro posizione comportava. Sia Elisabetta sia Ludwig cercavano di scappare, o almeno di fare qualche scappata a cavallo."

Brigitte Hamann, una delle più autorevoli studiose di Sissi, riporta che "Elisabetta e Luigi destavano scalpore ovunque comparissero: il giovane re era bellissimo, alto di statura, serio, con una certa aria romantica; la sua cugina Wittelsbach era una donna nel fiore della giovinezza, alta e snella, dall'aria un po' malaticcia e melanconica. Luigi produceva alla corte di Monaco lo stesso effetto che aveva Sissi a Vienna. A sentire il duca di Eulenburg, incedeva «bello come un fagiano dorato tra le galline della casa»".

Uno dei luoghi prediletti d'incontro di Ludwig e Sissi era la Roseninsel (isola delle rose), situata nel lago di Starnberg, a sud di Monaco. I due erano anche soliti lasciarsi delle lettere e delle poesie nel villino pompeiano, tra cui la celebre "Saluto dal mare del Nord", dove Elisabetta ricorda con nostalgia la piacevole gita in barca del 1881 sul lago di Starnberg nella quale il suo servo Rustimo intonò, accompagnandosi con la chitarra, alcune canzoni popolari esotiche per i due rampolli reali.





2 commenti:

Vittorina ha detto...

Ciao,
mi sono assolutamente "bevuta" questo tuo post, apprezzando però, anche gli altri, complimenti!
Mi sono permessa di segnalarlo anche nella mia neonata pagina...
https://www.facebook.com/pages/Why-break-the-heart-that-never-beat-from-love/108654889287452
(se non vuoi dimmelo pure che cancello)

Estel ha detto...

Figurati! ...Anzi grazie mille! :)

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